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La cultura, insieme alla natura, è una delle due facce del ”biglietto da visita” di Marradi. In ogni stagione, il paese pullula di attività culturali, che rinnovano, con creatività, una antica vocazione legata alla presenza storica di numerose famiglie nobili, e al loro interesse per ogni aspetto della cultura, dalla letteratura, alle arti, al teatro, alla musica.

Dante e il suo cammino

Il sommo poeta autore della Divina Commedia conobbe bene questa zona dell’Appennino, che attraversò ai tempi del suo esilio da Firenze, diretto a Ravenna, dove morì nel 1321. Sulle orme di Dante, è possibile ripercorrere le antiche strade, i sentieri, le vie maestre e secondarie, che lo videro pellegrino, antichi percorsi medievali tracciati sui più antichi etruschi e romani, e poi soppiantati dalla nuova viabilità 800esca. Un percorso non solo letterario, ma anche naturale e paesaggistico, che consente al visitatore di unire arricchimento culturale e trekking full immersion nel cuore dell’Appennino Toscoromangolo, alla ricerca delle immagini e delle suggestioni che troveranno riscontro letterario nel capolavoro dantesco, metafora di un ”viaggio” che fu, per Dante, reale e doloroso.

La civilta' del castagno

La coltivazione del castagno da frutto nel territorio di Marradi risale ad epoca romana, e fin dal Medioevo esistono specifiche testimonianze dell’importanza e della diffusione della castanicoltura in questa zona. La costruzione, nel corso del XIX secolo, della nuova carrabile Firenze-Faenza, e della linea ferroviaria, contribuirà alla costante ascesa della coltivazione, della produzione, e del commercio dei marroni marradesi, e della loro fama nel mondo. 

Dopo un periodo di crisi causato, nel Secondo dopoguerra, dal generale spopolamento delle campagne, Marradi rilancia la sua vocazione castanicola, valorizza la tradizione gastronomica con le Sagre del marrone, che tuttora attraggono visitatori da tutta Italia, apre una fabbrica per la lavorazione e la commercializzazione dei frutti, e dedica un Centro studi alla ricerca scientifica e allo studio di nuove pratiche di coltivazione.

L’ARTE dei MONACI: IL MAESTRO DI MARRADI

La Chiesa di San Lorenzo accoglie lo stupefacente ciclo di pitture del misterioso artista oggi noto come Maestro di Marradi, così denominato dal critico Federico Zeri, che dopo un lungo periodo di oblìo lo scoprì e rilanciò, proponendo il primo catalogo delle sue opere. 

Commissionati  sul finire del Quattrocento dai monaci vallombrosiani della Badia del Borgo, o di Santa Reparata, dove sono rimasti fino al recente restauro e alla ricollocazione nella chiesa parrocchiale, i cinque dipinti marradesi – la Pala e il Paliotto di Santa Reparata, le tavole dedicate alla Madonna della Misericordia, a San Sebastiano, e a San Giovanni Gualberto – rivelano la mano di un artista raffinato, forse formatosi alla bottega del Ghirlandaio, capace di coniugare stilemi ormai superati, come i fondi oro, con le grandi novità del Rinascimento fiorentino.

I lorena e il teatro degli animosi

Dino Campana: Il Poeta Visionario

Marradi è la terra natale di Dino Campana, il poeta dell’opera intensa e visionaria che ha lasciato un segno indelebile nella letteratura italiana. Oltre al Centro studi Campiani che svolge attività editoriale, didattica, di ricerca, di archiviazione, esiste un percorso letterario tra i luoghi che hanno ispirato la sua poetica.

Questo percorso conduce nel cuore del suo mondo, con trekking suggestivi attraverso i paesaggi che hanno nutrito la sua immaginazione. Marradi è quindi leggibile come un Parco Culturale dedicato a Dino Campana. In luoghi particolarmente significativi sono collocati dei leggii riportanti notizie, spiegazioni, immagini e brani poetici che fanno riferimento ai ricordi, al paesaggio, agli elementi della natura, agli scenari urbani che hanno ispirato  il poeta

Museo “Artisti per Dino Campana”:
Per gli appassionati d’arte, il Museo “Artisti per Dino Campana” di Marradi connesso al Centro Studi Campaniani, è una tappa essenziale. Raccoglie opere di diversi artisti ispirati alla poesia di Dino Campana. Scopri di più.

 

VAI AL CENTRO STUDI CAMPANIANI:

UN PAESE SU TELA: LANFRANCO RAPARO

Artista appassionato e sempre aperto al confronto, insegnante di scuola capace di suscitare nei suoi allievi un profondo amore per l’arte, Lanfranco Raparo ha offerto a generazioni di marradesi un corpus di opere, soprattutto pittoriche e grafiche, che riflettono in profondità non solo i paesaggi, i personaggi, le vicende storiche, ma l’anima stessa del paese. Nel Museo a lui  dedicato si può scoprire il segreto di questa originale identificazione iconografica fra Marradi e il suo artista.

IL NAÏF A MARRADI: FRANCESCO GALEOTTI

Nato a Marradi da una famiglia contadina, autodidatta, considerato uno dei più significativi esponenti dell’arte naïf italiana, presente in numerose collezioni pubbliche private di tutto il mondo e scelto per rappresentare la Toscana e l’Italia alla grande rassegna europea che nel 1993, in Palazzo Vecchio a Firenze, celebrò i pittori primitivi del XX secolo, Francesco Galeotti fu in realtà un artista del tutto originale, che obbedì innanzitutto ad una spontanea, esplosiva, creatività. 

CURIOSITA’

Il dialetto marradese