STORIE
Marradi e la valle del Lamone hanno restituito numerosi reperti archeologici che testimoniano una lunga storia di insediamenti, dalla preistoria fino all’epoca romana. Sebbene non vi fosse una via consolare ufficiale, la valle ricopriva un ruolo strategico nel sistema viario romano, come dimostrano i ritrovamenti.
STRADA ROMANA
Marradi si trova in una posizione strategica tra Toscana e Romagna, crocevia di comunicazione tra le due differenti culture. Un elemento fondamentale per la storia del territorio è appunto la Via Faentina, una strada di origine romana che attraversava l’Appennino Tosco-Emiliano, ed era una delle principali vie di comunicazione insieme alla Francigena, che collegava Roma con il nord Europa passando per la Lunigiana, e la strada di Bononia, che univa Bologna a Firenze. L’Itinerarium Antonianum cita due mansiones lungo questa via: Castellum (probabilmente l’attuale Castellaccio) e Anneianum (Borgo San Lorenzo), con distanze di 25 miglia da Faenza a Castellum, altre 25 da Castellum ad Anneianum, e 20 da Anneianum a Florentia. Il Castellum era una mansione romana, ovvero un punto di sosta per viandanti e carovane lungo le principali strade dell’impero, che forniva riparo e servizi.
Se la Via Faentina attraversava la valle del Lamone, è plausibile che Castellum si trovasse nei pressi di Marradi, a circa 36 km da Faenza. Da lì, la strada proseguiva lungo il fosso di Campigno verso il Passo delle Scalelle, un importante collegamento medievale tra il Mugello e la valle del Lamone. È probabile che, nel Medioevo, il tracciato romano originale sia stato modificato sia adattarsi alle nuove esigenze del territorio, sia, probabilmente, perchè l’antico tracciato romano era divenuto impraticabile .
Tra i reperti più rilevanti vi sono una stele augustea trovata a S. Martino in Gattara e una stele del I secolo a.C. proveniente da Calesterna. Toponimi come Fognano e Marciana suggeriscono antichi possedimenti romani, confermando l’occupazione del territorio in epoca imperiale. Uno degli scavi più significativi, effettuato nei pressi di Lutirano durante i lavori per il metanodotto algerino, ha rivelato i resti di una fattoria romana, con frammenti di pavimenti in cotto e strumenti legati alla tessitura.
Questi reperti, insieme ad altri provenienti dal territorio di Marradi, sono esposti nel museo archeologico di Palazzuolo, nel Palazzo dei Capitani, che raccoglie testimonianze dell’Alto Mugello. Tra i manufatti di maggiore interesse, spicca un bassorilievo medievale su arenaria, rinvenuto nel podere Le Lastre, che raffigura il Monte Calvario e varie figure stilizzate, a conferma della ricchezza storica di questa regione.
CASTANICOLTURA
I castagneti e i marroni rappresentano l’emblema della tradizione culturale, rurale e gastronomica della comunità di Marradi. Fino a pochi decenni fa, la vita delle famiglie locali ruotava intorno alla cura meticolosa dei castagneti, che garantivano il sostentamento alimentare grazie ai frutti del castagno, conosciuto come l’“albero del pane”. Dai suoi marroni si preparavano una vasta gamma di piatti tradizionali, che costituivano una parte fondamentale della dieta dei contadini.
Le prime testimonianze della coltivazione del castagno risalgono in epoca romana quando,oltre alla produzione alimentare, il castagno è stato fondamentale per il suo legno, apprezzato per la sua resistenza e durabilità. Il legno di castagno veniva ampiamente utilizzato per costruire strutture difensive come palizzate, ponti, carri, catapulte, arieti e torri. Nelle case locali, il legno di castagno era usato per fabbricare madie, cassapanche, cesti, casse e porte, rappresentando una risorsa preziosa per la vita quotidiana e per la costruzione di oggetti di uso domestico.
Con l’avvento dell’industrializzazione e lo spopolamento delle montagne, la castanicoltura ha subito un declino, e molti castagneti furono inglobati dal bosco, con la produzione drasticamente ridotta anche a causa di malattie. Tuttavia, dagli anni ’80, il rinnovato interesse per questa attività ha portato al recupero dei castagneti secolari, e la qualità dei marroni di Marradi è stata riconosciuta a livello internazionale, guadagnandosi un posto di prestigio sui mercati.
Foto di Kasia Nowacka
La passione per questa millenaria coltivazione ha portato alla creazione della Strada del Marrone del Mugello di Marradi, un percorso che invita i visitatori a scoprire non solo la tradizione gastronomica del marrone, ma anche la ricca eredità culturale legata all’uso del castagno nella vita di tutti i giorni e nelle strutture del passato. Un vero viaggio nella storia del castagno e delle sue molteplici applicazioni, che continua a vivere nel territorio di Marradi.
