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Campigno

Campigno è uno dei luoghi legati alla vita del poeta Dino Campana. Qui trascorreva qui parte del suo tempo, trovando ispirazione nei paesaggi e nella tranquillità del luogo.

Crespino del Lamone

Teatro di una tragica strage nazi-fascista il 17 luglio 1944. Le truppe tedesche, in ritirata, uccisero brutalmente 44 civili in rappresaglia per attività partigiane nella zona.

Gamberaldi

Storico luogo di confine tra Granducato di Toscana e Stato pontificio, si prestava bene al contrabbando e all’ eva­sione delle tasse di dogana e del dazio.

 

Lutirano

Ospita un centro di meditazione Vipassana, dove si praticano tecniche di meditazione tradizionali in un ambiente tranquillo e immerso nella natura. 

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Sant’adriano

Luogo dantesco, si pensa che l’atmosfera di questa zona abbia influenzato la descrizione della selva oscura e di altri paesaggi infernali della Divina Commedia.

Il sito di Sant’Adriano e della rocca di Benclaro sarà oggetto a breve di una campagna di ricognizioni e di rilievi archeologici.

Badia del borgo

Sito religioso e storico situato nei pressi di Marradi, coniuga Storia, spiritualità e bellezze naturali

 

Pigara

Ospita un castagneto monumentale, caratterizzato da alberi secolari di grande valore storico e ambientale.

 

Eremo di gamogna

Ristrutturato negli ultimi anni, l’eremo è accessibile agli escursionisti e ai pellegrini, rappresentando una tappa significativa nei percorsi spirituali della zona.

Popolano

La prima attestazione della qualità del marrone di Marradi, che risale al 12 dicembre dell’893, fa riferimento all’area di Popolano ed è la pergamena, oggi nel Museo Diocesano di Ravenna, con cui l’allora vescovo di Ravenna concede in uso ad alcune famiglie del luogo il fondo denominato Puellano prescrivendo di conferire direttamente all’Episcopio ravennate, anziché alla più vicina corte di Sant’Adriano, centro di raccolta degli altri prodotti di parte padronale, un settimo del raccolto delle ”pomas de castanetas”, cioè dei frutti dei castagni. L’obiettivo, molto probabilmente, era di non rischiare di disperdere o farsi sottrarre quella che, già allora, era considerata una fonte di sostentamento per le loro qualità nutrizionali, nonché, per la gustosità dei marroni locali, un prodotto degno delle mense più altolocate.

Biforco

Così detto perché sorge alla confluenza del Campigno e del Lamone, porta d’accesso alla riva bianca citata da Campana.